4/10. DERVISCI ROTANTI
Novembre 19, 2007

La direzione è quella di Konya, nel cuore della Cappadocia. Prima la visita ad uno dei posti più suggestivi, a Mustafapasha, sottoterra di decine di metri (e di alcuni piani) c’è una vera e propria città . La città sotterranea è stata scavata durante il periodo degli Ittiti ed espansa nei secoli successivi. Scavate nella roccia si trovano stanze, scuole, pozzi, chiese, cimiteri. Si visitano con torce, attraverso cunicoli sempre più stretti. I profondi pozzi di ventilazione collegano i 12 livelli al suolo e consentono lo scambio dell’aria.
Durante gli spostamenti abbiamo fatto un incontro sfavorevole con la Jandarma Trafik, la polizia stradale turca, che appioppa una multa da 5000 lire turche (pari a 3000 euro) al nostro Guidolo, che pare sprovvisto di qualche documento. Risultato: un’ora fermi per un verbale (su un foglio A4 bianco) e 6 mesi di stipendio in fumo per il nostro pilota.
Ma siamo convinti ( e ce lo auguriamo) che le vie infinite della diplomazia turca riusciranno a fare abbassare sensibilmente la multa.
Il pranzo lo facciamo in una zona disabitata sulle rive del fiume: e la Nutella non può mancare. Di fronte alla splendida Selime Katedrali, a fianco alla tomba di un sultano, rimaniamo per un po’. Poi su tra le montagne. Le tre chiese presenti del periodo di Costantino sono scavate nel pendio, alcune conservano anche le decorazioni. Il posto merita ed è poco frequentato da turisti.
Ad Aksaray nuova visita al caravan serajo, molto caratterstico del 1229. Poi si arriva ad Urgup, oggi moderna e piena di locali. Il centro turistico si trova alle falde di antiche abitazioni rupestri dove la gente abita ancora.
Lungo le strade delle Cappadocia sono numerose le viti che trovano posto in mezzo ai cimiteri e molti i campi di patate. Dopo 230 km, in serata l’arrivo a Konya, un milione di abitanti, città di ricca di storia e tradizione islamica. Una delle città più conservatrici della Turchia. Anche se la presenza dei turisti le sta cambiando il volto.
La sera cena a base di specialità locali in un locale che dà sulla piazza dove si trova la moschea. Poi uno spettacolo di baby dervisci. A vederli ballare in mezzo i tavoli di un ristorante, mi sa tanto da Alpitur…
In città intanto sfrecciano taxi orginali, i nostri ape oppurtunamente modificati, a sei posti. Ovviamente sono rigorosamente divisi tra uomini e donne.
