29/09. IMPAZZA IL RAMADAN

Novembre 19, 2007

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La partenza da Milano è stata un po’ traumatica. Vista la mia proverbiale capacità di orientamento (colpevole anche la levataccia alle 5), abbiamo circumnavigato la sede della ex fiera milanese (con uno superzaino in spalla) prima di trovare la fermata giusta del bus per Malpensa.
Il volo è invece stato tranquillo, via Monaco, e l’arrivo a Istanbul ci ha riservato una gradita sorpresa: “Gli italiani non pagano il visto”, c’era scritto in un grosso cartello.
L’impatto con Istanbul è singolare: grande traffico e sulla strada per l’albergo, una coppia di fidanzati è seduta tranquillamente su un’aiuola in mezzo allo smog della tangenziale.
Arriviamo in Turchia in pieno Ramadan. E trovare alcol è un’impresa quasi impossibile. In compenso la piazza antistante la Moschea Blu pullula di gente. Attendono il tramonto per cominciare a mangiare e a dar vita alla festa. Pochi i turisti in giro. Centiania invece le famiglie sedute, ovunque ci sia dello spazio verde. Sembra di essere in mezzo a una nostra sagra paesana: rumorie e odori sono (ovviamente) differenti.
La cena al Doy Doy, ristorante non proprio chic su 4 piani, ma con una terrazza con splendida vista sulla moschea (uno a zero per VaM contro Lonley Planet, che non la segnala). Sul piatto non poteva mancare il kebab.
Dopo cena una passeggiata per i giardini antistanti la Moschea Blu, per immergersi nel clima di festa. Non abbiamo resistito a provare subito il caffè turco, in un tipico bar, con dolci ai pistacchi (deliziosi) e il tipico sahle.

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